La Tarcoteca

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miércoles, 24 de julio de 2019

L’azione di Willem Van Spronsen contro il Northwest Detention Center a Tacoma

Fonte - CrimethInc. : L'azione di Willem Van Spronsen contro il Northwest Detention Center a Tacoma : Con il testo completo del suo ultimo comunicato 14.7.2019

Il 13 luglio Willem Van Spronsen è stato ucciso dalla polizia mentre a quanto sembra portava avanti un’ azione per distruggere la flotta di bus impiegati dal Northwest Detention Center, una struttura di detenzione per migranti privata. Il suo ultimo comunicato, riprodotto qui sotto riferisce del fatto che stesse agendo in risposta ai continui rastrellamenti e deportazioni portati avanti dalla polizia di frontiera (ICE: Immigration Customs and Enforcement). La sua azione coincide con il primo anniversario dello sciopero della fame nel Northwest Detention Center e di un campeggio di lotta al di fuori. Qui una lista di altre azioni avvenute nel Northwest Detention Center.
Sappiamo perchè Willem Van Spronsen ha deciso di dare la sua vita per interrompere la violenza perpetrata contro le persone senza documenti ogni giorno negli Stati Uniti.
Non è un iperbole affermare che i rastrellamenti dell’ICE stiano colpendo i nostri amici e vicini, persone che hanno vissuto e lavorato accanto a noi per anni, a volte decenni. La vulnerabilità di una fascia di popolazione senza documenti per un lungo periodo di tempo come classe altamente sfruttabile ha aiutato miliardari come Donald Trump a trarne profitti ancora più alti di quelli che avrebbero potuto con mezzi legali. E come ciliegina sulla torta i capitalisti dicono agli altri lavoratori che sfruttano che la povertà e la miseria che vivono è colpa di chi è più povero e più oppresso di loro. Difficile immaginare una strategia più cinica.
La disparità dei diritti tra le persone con documenti e quelle senza è un costrutto — esattamente come la disparità di valore che i nazisti avevano istituito tra ebrei e non ebrei. Entrambe sono mere invenzioni; non hanno alcuna esistenza intrinseca se non quella di giustificare la violenza di un gruppo più potente nei confronti di uno più debole. Chi giustifica l’obbedienza alla legge come giusta a priori sta dalla parte dei nazisti le cui leggi hanno condannato milioni di persone a morte nei campi di sterminio, per non citare i razzisti che hanno approvato il Fugitive Slave Act e le Jim Crow laws negli stati del Sud.
Le leggi non sono altro che costrutti. Non hanno valore intrinseco in quanto tali. Servono spesso a legittimare l’ingiustizia in opposizione alla quale, invece la gente potrebbe agire.
Più si permette ai propugnatori di violenza razzista di legittimare concetti inventati come la schiavitù e la cittadinanza, più sarà la violenza che perpetreranno— fino ai rastrellamenti, i campi di concentramento e gli stermini di massa. Abbiamo già visto tutto ciò, nella Germania nazista e altrove, e lo stiamo vedendo di nuovo oggi negli Stati Uniti. Le migliaia di morti nelle zone di confine e le migliaia di morti assassinati dalla polizia sono solo un assaggio di ciò che è possibile.
A questo proposito, gli ebrei che stanno portando avanti blocchi contro l’ICE si stanno impegnando nello sforzo razionale di prevenire la reiterazione delle stesse ingiustizie impensabili perpetrare contro i loro avi—proprio come Willem Van Spronsen, cresciuto dopo la seconda guerra mondiale, che ha compiuto la scelta razionale di mostrare che il tempo era giunto per combattere l’ascesa del fascismo, esattamente come chi lo ha fatto negli anni venti, trenta o quaranta.
Se più persone avessero scelto di passare all’azione nella lotta contro l’ascesa del fascismo in Italia e in Germania, la seconda guerra mondiale avrebbe potuto essere evitata, e con essa si sarebbero potute salvare milioni e milioni di vite. Che nessuno dica che è “violento” attaccare le infrastrutture dell’ICE e i mercenari che le mantengono. La vera violenza è la complicità degli “americani onesti” che non fanno niente quando i loro vicini scompaiono, proprio come i “tedeschi onesti” che scelsero di ignorare cosa veniva fatto ai loro vicini negli anni trenta.
Ogni giorno, in tutto il mondo mercenari rischiano la vita al servizio di ricchi e potenti e per i loro piani, obbedendo senza scrupoli agli ordini, sprecando la loro capacità di pensare razionalmente, di provare compassione, di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Milioni di persone uccidono e muoiono ogni anno solo per il vantaggio e il potere dei tiranni che li manipolano. Willem Van Spronsen ha scelto di scegliere per se stesso. Si è assunto la responsabilità e ha fatto ciò che poteva per porre fine a cosa riconosceva come ingiustizia. Non ha usato la difesa stile Norimberga per giustificare le sue azioni come fa ogni poliziotto e secondino.
In questo senso, ciò che ha fatto è un gesto eroico.

L’uomo che è determinato al suo gesto non è l’uomo coraggioso, è l’uomo che ha chiarito le sue idee, che si è reso conto dell’inutilità di tanti sforzi per recitare bene la propria parte nella rappresentazione assegnatagli dal capitale. Cosciente, quest’uomo attacca con freddezza e determinazione. E nel far ciò si realizza come uomo. Realizza se stesso nella gioia. Il regno della morte scompare davanti a lui. Anche se crea distruzione e terrore per i padroni, nel suo cuore, e nel cuore degli sfruttati, è la gioia e la tranquillità.

Ultimo comunicato di Willem Van Spronsen

Esiste il giusto e lo sbagliato.
E’ tempo di agire contro le forze del Male.
Il Male dice che una vita vale meno di un’altra.
Il Male dice che il flusso del commercio è il nostro scopo qui.
Il Male dice che i campi di concentramento per le genti considerate meno importanti sono necessari.
L’ancella del Male dice che i campi di concentramento dovrebbero essere più umani.
Guardatevi dai moderati.
Ho un cuore infranto di padre.
Ho un corpo tormentato.
E ho un aborrimento irremovibile nei confronti dell’Ingiustizia.
Ciò mi ha portato qui.
Questa è la mia opportunità evidente di provare a fare la differenza, sarei un ingrato se aspettassi un invito più ovvio.
Seguo tre maestri:
Don Pritts, la mia guida spirituale. “L’amore senza azione è solo una parola.”
John Brown, la mia guida morale. “L’azione è ciò che è necessario!”
Emma Goldman, la mia guida politica. “Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione.”
Sono un sognatore con la testa fra le nuvole, credo nell’amore e nella redenzione.
Credo che vinceremo.
Sono un rivoluzionario gioioso. (ognuno di noi avrebbe dovuto leggere Emma Goldman a scuola invece delle stronzate gingoiste [scioviniste n.d.T.] di cui ci hanno nutrito, ma mi sto dilungando.) (Ognuno di noi dovrebbe guardare le foto degli eroi delle YPG se vacilliamo e pensiamo che i nostri sogni siano impossibili, ma mi sto dilungando ancora. Combattimi.)
In questi giorni in cui picchiatori fascisti prendono di mira le persone vulnerabili nelle nostre strade nel nome dello Stato o supportati e difesi dallo Stato.
In questi giorni di campi di detenzione/concentramento altamente redditizi e di battaglie sulla semantica.
In questi giorni senza speranza, di vane ricerche e vuoti aneliti.
Stiamo vivendo in una fase palesemente ascendente di fascismo . (Dico palesemente perché chi ha prestato attenzione lo ha visto sopravvivere e prosperare sotto la protezione dello Stato per decadi. [vedi Storia del popolo americano dal 1492 a oggi di Howard Zinn] Ora ne segue sfacciatamente l’agenda con una cooperazione aperta e piena da parte del governo. Da parte di tutti i governi del mondo.
Il fascismo è al servizio delle necessità dello Stato e del business e lo fa a tue spese. Chi ci guadagna? Jeff Bezos, Warren Buffet, Elon Musk, Tim Cook, Bill Gates, Betsy de Vos, George Soros, Donald Trump, e serve che continui? Lo dico ancora: gente ricca (che pensa che tu non sia realmente tutto questo bene), un governo veramente da paura (ogni governo ovunque, inclusi i governi “comunisti”, perché loro dettano le regole per far diventare i ricchi sempre più ricchi.
Non starci a pensare troppo.
E’ semplice.
(Voi patrioti la dietro siete attenti?)
Quando ero ragazzo nell’Olanda del dopoguerra, più tardi in Francia, la mia testa era piena di storie sull’ascesa del fascismo negli anni trenta. Feci una promessa a me stesso che non sarei stato uno di quelli che sta a guardare mentre strappano i vicini dalle loro case e li imprigionano perché sono considerati in qualche modo inferiori.
Non devi per forza dare fuoco a quei pezzi di merda ma pensi di restare con le mani in mano?
Questo è un test delle basi di ciò in cui crediamo, nella vera libertà e nella responsabilità verso ognuno. Questa è una chiamata anche per i patrioti, per contrastare questa presa in giro contro tutto ciò che ritenete sacro. Vi conosco. So che nei vostri cuori voi vedete il disonore di questi campi. E’ giunto il tempo anche per voi di ribellarvi al denaro che tira i fili di ognimaledetto pupazzo che vorrebbe rappresentarci.
Sono un uomo che ama così tanto tutti voi e questa sfera che completerò la mia infanzia, me lo prometto, essendo generoso.
Eccoci qua, con questi campi di concentramento/imprese di profitto.
Eccoci qua, con gente di colore e persone “non conformi” che hanno paura di mostrare la loro faccia in giro a causa della polizia, della Migra [polizia di frontiera n.d.T.], dei Proud Boys [un’organizzazione neofascista che ammette solo uomini come membri e promuove la violenza contro i migranti n.d.T.], dei boss, delle Beckies [le donne bianche inquadrate nel sistema che li denunciano alla polizia n.d.T.]
Eccoci qua con un pianeta quasi logoro a causa dell’avidità dei mercati.
Sono uno che la pensa in bianco e nero.
I campi di detenzione sono un abominio.
Non resto a guardare.
Non avrei veramente nient’altro da dire se non questo.
Metto da parte il mio cuore infranto e guarisco nell’unico modo che conosco—essendo utile.
Divido il mio dolore, efficientemente, in compartimenti stagni…
E con gioia vado a fare questo lavoro.
(A quelli che avranno il fardello delle macerie delle mie azioni, spero che facciate buon uso di quel fardello.)
Ai miei compagni:
Rimpiango il fatto che mi perderò il resto della rivoluzione.
Vi ringrazio per l’onore di essere stato in mezzo a voi.
Avermi dato lo spazio per essere utile, per sentire che stavo mettendo in pratica le mie idee, è stato l’apice spirituale della mia vita.
Fare ciò che posso per aiutare a difendere la mia gente preziosa e meravigliosa è un’esperienza troppo ricca da descrivere.
I/le mie/i compagni/e trans mi hanno trasformato, solidificando la mia convinzione che saremo guidati verso un futuro agognato dai chi più è marginalizzato oggi. L’ho sognato così lucidamente che non ho davvero alcun rammarico nel non vedere come sarà. Grazie di avermi portato fin qui.
Sono un antifa. Sto con i compagni di tutto il mondo che agiscono per amore della vita in ogni condizione. Compagni che capiscono che la libertà vuol dire libertà per tutti e una vita che valga la pena di essere vissuta.
Continua a crederci!
Tutto il potere al popolo!
Bella ciao.


Che nessuna stupida agenzia governativa spenda soldi a “fare indagini” su questo. Mi sono radicalizzato nelle lezioni di educazione civica a 13 anni quando ci parlavano del parlamento. Allora compresi che lo status quo poteva essere un castello di carte. Letture successive me lo hanno confermato. Vi consiglio vivamente di leggere!
Non sono affiliato a nessuna organizzazione, mi sono dissociato da qualsiasi organizzazione che non sia d’accordo con la mia scelta di tattiche.
L’arma semiautomatica che ho usato è una “ghost” AR-15,economica, fatta in casa e con sei caricatori. Incoraggio con forza i compagni e i futuri compagni ad armarsi. Ora abbiamo la responsabilità di difendere la gente dallo Stato rapace. Ignorate la legge nell’armarvi se ne avete il prestigio, io lo ho avuto.

domingo, 4 de junio de 2017

Il Galeone (canto anarchico) - Belgrado Pedrini

Il Galeone, Belgrado Pedrini e la "Liberazione"
di Riccardo Venturi.

"Il galeone" è una poesia che Belgrado Pedrini, anarchico carrarese, scrisse in galera, a Fossombrone, nel 1967. Il titolo originale della poesia era Schiavi. Fu poi messa in musica da Paola Nicolazzi sulla base di una canzone popolare intitolata, curiosamente, Se tu ti fai monaca; la Nicolazzi, nel trasformarla in canzone (e in uno dei più noti canti anarchici italiani di ogni tempo), ne omise però la quarta e l'ultima strofa, che così recitano:

Nessun nocchiero ardito, 
sfida dei venti l’ira? 
Pur sulla nave muda, 
l’etere ognun sospira! 
(...)
Falci del messidoro, 
spighe ondeggianti al vento! 
Voi siate i nostri labari, 
nell’epico cimento!


Belgrado Pedrini.Fu poi pubblicata, senz'alcuna indicazione di titolo, nel giornale Presenza anarchica, a cura dei gruppi anarchici riuniti di Massa e Carrara, supplemento quindicinale a Umanità Nova, il 5 ottobre 1974.

Fin qui la storia di questa canzone scritta in galera. La quale, specialmente per il suo linguaggio, potrebbe far sorridere il lettore e l'ascoltatore di oggi. E' il linguaggio aulico di molti canti anarchici classici. Ma il sorriso scompare immediatamente quando si pensa al fatto che "Il galeone" è in realtà il simbolo stesso, anche nella parola stessa, della galera, anzi, della "galera infame". Quella dove il suo autore era rinchiuso.

Belgrado Pedrini aveva iniziato la Resistenza ben prima dell'8 settembre; era, la sua, una vita di resistenza da sempre. Durante il fascismo conduce la sua lotta clandestina, poi già nel 1942 partecipa ad azioni di lotta. Si unisce poi alla formazione partigiana anarchica "Elio" con cui lotta fino alla...

Stavo per dire "Liberazione". Ma la "liberazione" del partigiano Belgrado Pedrini si chiama galera. Nel 1942, per poter continuare la lotta, lui e i suoi compagni sottraggono ad alcuni industriali fascistoni milanesi e carraresi un bel po' delle loro ricchezze; nel 1949 il tribunale di Livorno giudica tali atti come "reati comuni" e condanna Belgrado Pedrini a trent'anni di carcere. Questa la ricompensa.

E sono galere su galere. Nel 1974, il presidente Leone gli concede la grazia; ma, appena uscito, viene rinchiuso in una casa di lavoro presso Pisa, perché deve scontare ancora tre anni per tentata evasione. Liberato finalmente dopo un'intensa campagna per la sua scarcerazione, torna a Carrara dove partecipa all'attività degli anarchici locali. Muore nel 1979 all'età di sessantasei anni. Ma per Belgrado Pedrini non c'è mai stata nessuna "liberazione" da una vita intera passata in galera. Quella del fascismo e quella dello "stato democratico". [RV]

El Galeón

Somos tripulación anémica
de una galera infame
a la que ronda la muerte
llevada por la lenta hambre.

Nunca horizontes claros
abren nuestra aurora
y en la escuálida cubierta
grita el centinela cada hora.

Nuestro día discurre
entre fétidas cadenas
somo demacrados esclavos
de cadenas de hierro estrechas.

Surge sobre el mar la luna.
rotan las estrellas en el cielo
pero sobre nuestras cabezas
siempre el mismo fúnebre velo.

Multitud de esclavos coléricos
inclinados gimen a los remos.
Rompamos estas cadenas
o de remar moriremos!

¿Qué gimen los esclavos
de esta fila de remos?
Mejor morir en las ondas
del resplandeciente océano.

Rememos hasta que la nave
se quiebra ante la rompiente
en alto los rojinegros
entre vientos hirientes!

Esa piedosa colcha
de ola espumosa y riza
que surja un día en los mártires
el sol de la anarquía.

Arriba esclavos, a las armas, a las armas!
la ola gorjea y sube
truenos, rayos y ráfagas
el galeón moribundo [se hunde].

Arriba esclavos, a las armas, a las armas!
Castiguemos con brazo fuerte!
alcanzaremos, alcanzaremos justicia !
O la libertad o la muerte!

alcanzaremos, alcanzaremos justicia !
O la libertad o la muerte!
Il Galeone

Siamo la ciurma anemica
d’una galera infame
su cui ratta la morte
miete per lenta fame.

Mai orizzonti limpidi
schiude la nostra aurora
e sulla tolda squallida
urla la scolta ognora.

I nostri dì si involano
fra fetide carene
siam magri smunti schiavi
stretti in ferro catene.

Sorge sul mar la luna
ruotan le stelle in cielo
ma sulle nostre luci
steso è un funereo velo.

Torme di schiavi adusti
chini a gemer sul remo
spezziam queste catene
o chini a remar morremo!

Cos’è gementi schiavi
questo remar remare?
Meglio morir tra i flutti
sul biancheggiar del mare.

Remiam finché la nave
si schianti sui frangenti
alte le rossonere
fra il sibilar dei venti!

E sia pietosa coltrice
l’onda spumosa e ria
ma sorga un dì sui martiri
il sol dell’anarchia.

Su schiavi all’armi all’armi!
L’onda gorgoglia e sale
tuoni baleni e fulmini
sul galeon fatale.

Su schiavi all’armi all’armi!
Pugniam col braccio forte!
Giuriam giuriam giustizia!
O libertà o morte!

Giuriam giuriam giustizia!
O libertà o morte!


Il Galeone - Canto Anarchico.wmv - YouTube
Surgery - Il Galeone - YouTube
Ronin - Il Galeone - YouTube
Skulla feat Mr. Green _ Il Galeone _ Alpette Rock Free Festival 2011 - YouTube++

sábado, 20 de agosto de 2016

'ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PER I DESTINI DEL MONDO': IL CLUB DEI POTENTISSIMI CHE CREDONO AGLI ALIENI

'ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PER I DESTINI DEL MONDO': IL CLUB DEI POTENTISSIMI CHE CREDONO AGLI ALIENI - Informazione Consapevole
Di Giacomo Amadori

Una volta gli appassionati di Ufo erano considerati dei simpatici picchiatelli. Si armavano di cannocchiale, tenda e generi di prima necessità e si accampavano sulle colline in attesa di incontri ravvicinati del terzo tipo. Un' esperienza riservata a nerd e perdigiorno.
Ma adesso la fede negli Ufo sta coinvolgendo una fetta di classe dirigente trasversale e insospettabile, arruolata in una struttura sovranazionale non governativa che assomiglia molto a lobby e gruppi di pressione potenti e chiacchierati come la Trilaterale e il Bilderberg.

hillary clinton et ufo alieniHILLARY CLINTON ET UFO ALIENI
Il nome è impegnativo: «Organizzazione internazionale per i destini del mondo»; il quartiere generale si trova a Mosca. Ma sono coinvolte nel progetto importanti città come Washington, Londra, Pechino, Tel Aviv e Roma. Ne fanno parte militari, prelati, politici, manager, professionisti già inseriti in altre organizzazioni o legati dall' appartenenza a logge massoniche internazionali o a istituzioni vicine alla Chiesa cattolica.

UFOUFO
Il principale denominatore comune è la fede in un Creatore e la convinzione che nell' Universo ci siano altre forme di intelligenza. Anzi molti dei suoi membri sono convinti che l' umanità sia una specie di prodotto di laboratorio di una civiltà extraterrestre superiore, che da millenni vigilerebbe su di noi.

A sostegno dell' esistenza degli alieni i predicatori del nuovo verbo fanno riferimento anche ai testi sacri e in particolare ad alcuni passi della Bibbia. Per esempio citano le parole di padre Corrado Balducci e di monsignor Gianfranco Basti, teologo e professore di filosofia della natura e della scienza presso la Pontificia università Lateranense, già collaboratore dell' Agenzia spaziale italiana.

In un' intervista tv Basti ha spiegato: «Ci sono ottime probabilità che in altre parti dell' Universo ci siano esseri intelligenti (…) Se prendiamo i primi capitoli della Genesi in cui si parla dei "giganti" da sempre si è ipotizzato che siano esseri extraterrestri con cui l' uomo è entrato in comunicazione nel primo periodo della sua era».

Il rapporto FBI sugli UFOIL RAPPORTO FBI SUGLI UFO
A Mosca si trova il «Centro per le informazioni, analisi e strategie delle situazioni» dipendente dal presidente della Federazione russa. La sede è un futuristico palazzo in periferia, con una grande sala situazione e mappe interattive in cui sono illuminate le aree critiche del pianeta. Al vertice della sezione che si occupa di Ufo c' è l' ex tenente generale in riserva Alexej Savin.

Il portavoce italiano è il lobbista Piergiorgio Bassi, imprenditore nelle pubbliche relazioni con ottime entrature in Vaticano e in politica. Viaggia spesso tra Roma e la Russia e ha favorito le comunicazioni e i rapporti tra gli uomini di Savin e il presidente dell' osservatorio vaticano, l' astronomo gesuita José Luis Funes. Sempre grazie a lui monsignor Basti è stato presso il centro di Mosca.

Bassi, seduto nel suo ufficio romano, sorride di fronte allo scetticismo del cronista: «Ormai la pensa come noi persino uno dei più stretti collaboratori del presidente Usa». In effetti il lobbista romano ha di recente incontrato a Roma John Podesta, ex capo di gabinetto di Bill Clinton, consigliere di Obama e capo della campagna elettorale della Clinton.
JOHN PODESTA HILLARY CLINTONJOHN PODESTA HILLARY CLINTON

Dagospia ha intercettato Bassi e Podesta al ristorante pariolino Pescheria Rossini. Qui avrebbero discusso di affari, ma si sarebbero confrontati anche sui documenti riservati riguardanti la cosiddetta Area 51 e sui segreti riguardanti gli Ufo che in essa sarebbero custoditi. Podesta alla Cnn ha dichiarato: «Hillary Clinton se sarà presidente chiederà che i documenti in possesso del Governo vengano desecretati. Credo che sia un impegno che intende mantenere e io glielo farò presente».

Anche riguardo alle prove sull' esistenza della vita extraterrestre, le parole di Podesta sono state nette: «Sarà il pubblico a giudicare quando quelle in possesso del governo saranno rese pubbliche. Il popolo americano è in grado di affrontare la verità».

JOHN E TONY PODESTAJOHN E TONY PODESTA
In diverse interviste la sua nuova capa, la Clinton, ha confermato che svelerà quanti più dossier possibili sull' argomento. Ma il gruppo sta lavorando affinché già Obama affronti la questione. Nel suo ufficio Bassi ci ricorda che anche l' ex presidente russo Dmitrj Medvedev avrebbe dichiarato: «Insieme con la valigetta con i codici nucleari, al presidente è data una cartella speciale "top secret". Che contiene informazioni sugli alieni che hanno visitato il nostro pianeta…».

Secondo alcuni testimoni Medvedev stava scherzando. Bassi sostiene che fosse serissimo e ci consiglia di guardare due filmati, «Secret dottrina volume 1 e 2», una summa delle teorie dell' organizzazione che descrivono l' evoluzione della terra e della specie umana in chiave aliena. Sullo stesso sito, newsufo.com dell' esperto Roberto Pinotti, è visibile il video russo «Strategia preliminare» in cui vengono contestati i governi occidentali e «i gruppi d' élite che manipolano l' umanità e che si presentano al mondo come i rappresentanti del "Nuovo ordine mondiale"».

alieniALIENI
Infatti l' organizzazione di Savin non solo crede negli Ufo, ma anche nella possibilità di cambiare il destino della Terra. A questo punto Bassi, esperto di questioni massoniche ed esoteriche, ci introduce al «Nuovo paradigma», la visione di un' umanità pronta a rilanciarsi e a eliminare le ingiustizie sociali con l' ausilio di scoperte tecnologiche delle civiltà extraterrestri su energia, sanità e trasporti.

L' espressione incredula del cronista non scoraggia Bassi, che rilancia: «Grazie ai rapporti con gli alieni in Russia riescono a prevedere eventi futuri, come attacchi terroristici, disastri ambientali e rivolgimenti politici». Annuncia violente eruzioni di Etna e Vesuvio per il 2017 e uno scisma nella Chiesa cattolica i cui segnali saranno evidenti nel 2018. «In certe riunioni riservate si parla anche di armi segrete dei governi». Di che cosa si tratta? Il lobbista assume un tono serio: «Stiamo parlando delle armi psicotroniche che venivano usate nella guerra fredda e che possono influenzare il pensiero delle persone a distanza di 12 mila chilometri.

Per questo quando Putin deve prendere una decisione importante si chiude in una stanza a prova di "onde psicotroniche"». Quindi Bassi ci mostra un sito Internet in cui si legge che l' ex generale Savin avrebbe dichiarato ad alcuni giornalisti della Pravda che «ricerche sul paranormale entrarono a far parte delle attività dell' esercito sovietico e del Kgb nel 1983, quando il ministro della Difesa di allora consentì l' addestramento di alcuni soldati per missioni paranormali...».

galassiaGALASSIA


Bassi alcuni anni fa, come rivelò Panorama, si confrontò su questi temi anche con il fondatore del Movimento5 stelle, recentemente scomparso, Gianroberto Casaleggio: «Ma oggi sono molti i politici interessati agli argomenti dell' organizzazione».